Nonostante siano passati 47 anni da quando ci siamo
incontrati per la prima volta sui banchi del Liceo Scientifico Flaminio a
Vittorio Veneto – era il 1979 – non ci siamo mai persi di vista e abbiamo
sempre continuato a frequentarci e a rimanere in contatto anche dopo il
diploma. L’anno scorso, quando abbiamo compiuto i 60 anni, abbiamo pensato di
festeggiare in maniera speciale, camminando lungo la via Francigena, partendo
da San Miniato e arrivando a San Gimignano. Ed è andata così bene che abbiamo
pensato di replicare anche quest’anno, continuando lungo il percorso. L’anno
scorso, quando avevamo dato inizio a questa avventura, eravamo in 6. Quest’anno
eravamo in 10, tutti ex compagni di classe della sezione B. Siamo arrivati da
Monza e da Modena, da Colle Umberto, da Vittorio e da Caneva, da Roma e da Vienna, ritrovandoci
al Monastero di San Girolamo a San Gimignano.
Sono stati due giorni a ritmo lento, fatti di passi e di
parole, anche di silenzi (soprattutto in salita!). Il cammino ha questa
capacità, allenta la pressione, riporta tutto alla giusta misura, ritmi e
respiri sono dettati dal corpo, non dalle agende di lavoro. Si sta bene per
cose semplici e spesso date per scontate, come l’ombra che riduce il caldo o
l’acqua che disseta, la discesa che fa rifiatare dopo la salita. E per due
giorni il gruppo si è mosso allo stesso modo, in maniera naturale, sgranandosi
lungo le campagne del senese a seconda del ritmo di ognuno (senza perderci mai
di vista), ricompattandosi nelle soste, mescolandosi in continuazione in
gruppetti sempre diversi, sulla base delle chiacchiere, dei silenzi, delle
tante risate, dei ricordi di scuola e delle cose da raccontarsi delle vite di
ognuno di noi, che siamo sparsi per mezza Italia e all’estero, ma che
continuiamo ancora a cercarci. Quel tipo di amicizia, insomma, che non ha
bisogno di troppe formalità e che ci ha visti di nuovo, insieme, Graziana,
Alessandro T., Carmelo, Roberto, Paola, Enrico, Stefano, Sandra, Alessandro S.
e Paolo. Dormire nei conventi e nelle foresterie delle parrocchie in letti a
castello ci ha restituito, ancora una volta, un altro dei regali dei cammini:
la semplicità. Ora l'orizzonte si sposta al 2027. Ci ritroveremo lì, con
qualche zaino in più e la stessa voglia intatta di condividere la strada.
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| Grazie al settimanale L'Azione, che ha ospitato questo racconto sul numero del 2 ottobre |
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