venerdì 2 ottobre 2026

I Flaminiani sulla Via Francigena

Quando il 13 settembre siamo arrivati a Piazza del Campo a Siena, dopo due giorni di cammino lungo la Via Francigena, la fatica è scivolata via. Non del tutto, sia chiaro, perché nelle nostre gambe si sentivano tutti i 54 km percorsi, prima da San Gimignano a Monteriggioni e il giorno successivo fino a Siena. Ma eravamo contenti, sereni, anche se dispiaciuti che la nostra avventura finisse lì. Almeno per il momento.

Nonostante siano passati 47 anni da quando ci siamo incontrati per la prima volta sui banchi del Liceo Scientifico Flaminio a Vittorio Veneto – era il 1979 – non ci siamo mai persi di vista e abbiamo sempre continuato a frequentarci e a rimanere in contatto anche dopo il diploma. L’anno scorso, quando abbiamo compiuto i 60 anni, abbiamo pensato di festeggiare in maniera speciale, camminando lungo la via Francigena, partendo da San Miniato e arrivando a San Gimignano. Ed è andata così bene che abbiamo pensato di replicare anche quest’anno, continuando lungo il percorso. L’anno scorso, quando avevamo dato inizio a questa avventura, eravamo in 6. Quest’anno eravamo in 10, tutti ex compagni di classe della sezione B. Siamo arrivati da Monza e da Modena, da Colle Umberto, da Vittorio e da Caneva, da Roma e da Vienna, ritrovandoci al Monastero di San Girolamo a San Gimignano.

Sono stati due giorni a ritmo lento, fatti di passi e di parole, anche di silenzi (soprattutto in salita!). Il cammino ha questa capacità, allenta la pressione, riporta tutto alla giusta misura, ritmi e respiri sono dettati dal corpo, non dalle agende di lavoro. Si sta bene per cose semplici e spesso date per scontate, come l’ombra che riduce il caldo o l’acqua che disseta, la discesa che fa rifiatare dopo la salita. E per due giorni il gruppo si è mosso allo stesso modo, in maniera naturale, sgranandosi lungo le campagne del senese a seconda del ritmo di ognuno (senza perderci mai di vista), ricompattandosi nelle soste, mescolandosi in continuazione in gruppetti sempre diversi, sulla base delle chiacchiere, dei silenzi, delle tante risate, dei ricordi di scuola e delle cose da raccontarsi delle vite di ognuno di noi, che siamo sparsi per mezza Italia e all’estero, ma che continuiamo ancora a cercarci. Quel tipo di amicizia, insomma, che non ha bisogno di troppe formalità e che ci ha visti di nuovo, insieme, Graziana, Alessandro T., Carmelo, Roberto, Paola, Enrico, Stefano, Sandra, Alessandro S. e Paolo. Dormire nei conventi e nelle foresterie delle parrocchie in letti a castello ci ha restituito, ancora una volta, un altro dei regali dei cammini: la semplicità. Ora l'orizzonte si sposta al 2027. Ci ritroveremo lì, con qualche zaino in più e la stessa voglia intatta di condividere la strada.


Grazie al settimanale L'Azione, che ha ospitato questo racconto sul numero del 2 ottobre 

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