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mercoledì 13 aprile 2016

Lassie, improvvisamente






- I miei genitori erano originari di Padova. Poi però mio papà ha cambiato cognome
- E cosa significa il tuo cognome?
- Nothing. It means nothing.
Sophia Shepodd, la giornalista bionda sulla sinistra nella foto, stamattina mi ha risposto così. Nothing. 
E poi mi ha spiegato (in inglese, ma è per capirci) : "Mio papà voleva semplicemente che nessun altro potesse avere il suo cognome. E quindi, quanto è diventato famoso, si è inventato un cognome d'arte. Shepodd. Che non significa niente. It means nothing, Stefano".
Si, è vero. Il tavolo, a sinistra nella foto, sembra molto serio. E i temi lo sono davvero, perché si parlava di investimenti USA in Italia. E, in particolare, delle relazioni economiche USA/Emilia-Romagna. Gli USA sono il secondo Paese (dopo la Germania, prima della Francia) partner commerciale dell’Emilia-Romagna e nel 2015 hanno assorbito esportazioni regionali per oltre 6 miliardi di euro (il 10,9% del totale regionale). 
Però sapere che la giornalista che curerà lo speciale economico su USA Today è Sophia Shepodd, la figlia di quel Jon Shepodd interprete principale della serie Lassie (sugli schermi tv americani ininterrottamente dal 12 settembre 1954 al 25 marzo 1973), ha reso la mattinata più familiare. 
Che, ogni tanto, ci vuole.

martedì 12 aprile 2016

Which war?

A un certo punto, dopo che il Presidente della Regione Emilia-Romagna - narrando alcuni cenni storici di questo territorio relativi al lavoro - fa riferimento al "dopoguerra", l'ambasciatore Usa in Italia, John Phillips, lo ferma e chiede: "Which war"?
Quale guerra?
Quale dopoguerra?
In mezzo a tante parole importanti nel corso del colloquio ufficiale di ieri, queste mi hanno colpito più di altre. Perché, più di altre - in una sola domanda - sono la rappresentazione plastica degli infiniti punti di osservazione, del relativismo, della vastità della storia. 

lunedì 9 novembre 2015

Grazie per averci portato la pioggia


Howard Shapiro, uno per cui il sostantivo "guru" non è speso a vanvera, ci accoglie alla UcDavis, il College californiano delle Scienze dell'agricoltura e dell'ambiente. 
Figlio di una coppia fuggita negli Usa per scampare alla mattanza nazista, ci ricorda che il pensiero  più frequente dei suoi genitori, provati da anni di sacrifici, "was food". 
Il cibo, per sopravvivere.
Ora che é uno dei ricercatori leader a livello planetario sui temi dell'agricoltura, del cibo e del rispetto dell'ambiente - intesi come unico ciclo virtuoso - spiega semplicemente, senza borie accademiche, quale sia il ruolo dei centri di ricerca:
"We are an accelerator of good ideas. We have to leave this place better than we found it".
Punto.
"Thank you for bringing the rain", ci dice alla fine salutandoci. 
Perché oggi piove, ma in California non succedeva da quasi due anni. E senza il contributo della natura - ricerca o non ricerca - si davvero poco distanti.